Ho una tessera in tasca
StelleScadenti
28.1.09
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Commensali selvaggi
appaiono in sogni
che non ho mai sognato
Sono una molecola
questa e' la mia maledizione
passeggiano carabinieri per strade in pensione
estive al sapore di nevrastenico biondo
restituiscimi i pomeriggi e gli ululati alle lune
che non conoscono la gravità
di chi non sa invecchiare
Sono buono come il vino
come le pecore e i sorci
come gli aperitivi alle otto
come il mattino
come le palelpebre
sono buono
con me stesso
con le mi fisime
coi miei uragani
con le frasi sconesse
le interconnessioni svaganti
sono la luce del pomeriggio
le sparatorie alla stazione
i treni fermi lungo binari
morti e sepolti - 01100110 -
come certi amici
amici certi
che certo amici
non eran piu'
da un pezzo bello
da un pezzo lungo
e relativo
di questo tempo
che separa
quello che ero
da cio' che sono
le mille strade
le mie vie
la mia Bologna
Ravenna e Ferrara
e quelle Napoli o Milano
le Albacete o le Copenaghen
e fra la terra che si stende
quest'unica massa di zolle e servi
di gleba e prigioni
in cui mi sveglio e coraggiosamente so(g)no
fra la notte che scende
come un presagio
come una minzione
come un passaggio di neve fredda
come la noia dei campi
fra i mille sospiri che ho consumato
e tutta la rabbia che porto appresso
comunque sono
e resisto alla tentazione
di non esistere
anche se non credo
di esserci domani
e ogni colore ha la sua facciata
e hai uno strano odore
e hai freddo e non ricordi
il perchè ci vedremo domani
e hai occhi chiari
sulla neve e scure lacrime
ed è mattino
e dovrei bere
meno
e meno male che non ricordo
e che connetto a malapena
e che domani sarà soltanto
un altro giorno
un altro giorno
un altro stupido giro
della terra attorno all'asse
da stiro.