18.8.06

Bologna Zentrum Farewell (2006)

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Indice:

- I. Bologna Zentrum Farewell
- II.
- III.
- IV. Comete (come te)
- V.
- VI. H.IV
- VII.
- VIII.
- IX. Angela
- X. Lacrima #2
- XI. Mala Mente
- XII. Bilancio - Anno Di Esercizio Contabile 2005
- XIII. Stefi
- XIV. Rosa Rosae



I. BOLOGNA ZENTRUM FAREWELL

Nella mattina presto di questo viaggio
assuefatto
dal candore del suono
della mia voce incantata
intenta
a comporre l'ingiuria
l'offesa
la BestemmiaFinale che rada al soulo l'Orietur
di ogni
perduto
orizzonte,
nel primo mattino
di questa discesa -
da Inferi a Cielo
e Ritorno
- con lunghe pause a purgare gli affetti
& lampi brevi
su penombra di seni al tramonto
bevo
rido
conquisto
smarrisco
girovago
blatero
adultero di me stesso
assassino
della mia progenie
attratto dal rosso
e dalla forma del cerchio
attendo
corro
resto
fermo a pisciare
per strada
Bologna Zentrum
Farewell.



II.




Male dico
la
mala dizione
dell'essere male
detto - prepuzio reciso
da anni -
regredito
allo stadio piu' brado -
oltre la curva
dove non è
+ giovinezza
+ candore
+ assoluzione
- dell' essere uomo.

FOTTO
QUINDI
SO - NO.

M'invaghiscono troie su strade insicure
incerte Bernadette spaurite.
Perso & perverso
vado al cinema solo
spesso
piango
non visto
Siedo ai banconi dei bar in cui passi
con altri
non riconosciuto
nemmeno dallo specchio
mentre
ruotano meccaniche e azzurre
le sfere
del lampadario celeste...



III.



Corpo +
Corpo
Struttura ma - te
- ria moto centri -
fuga

scalci

sobbalzi

Ancora sconosciuta
e distante eri allora

Rifllettevi i miei occhi in oceani di cielo

Irlanda
lacrime
"Perfect Day"
peccati
(imperdonati)

nello stereo dei tuoi lobi
ti attendeva

una lettera da scrivere

a mia fottuta memoria futura

presevativo dimenticato accanto

"La casa del sonno"

testimoni

di quanto sia

ineluttabile

il fato - a volte

la vita va avanti anche senza un motivo.



IV. COMETE (Come te)



Le mie parole ora
come i miei pensieri sono
di osceni escrementi
prodotto residuo
digestione di altrove
controluce di luoghi
- va dove ti portano
clitoride e colon -
Un sospiro rappreso e' esposto
sopra il bordo della tua cornice
lo sguardo reprime parole di sdegno:
qui mancano acque candori candele e sorrisi...
Oraluce tu eri in anno buio
memoria leggera veloce
sfiorita a sfiorarti la nuca
deflorazione cruenta
e giocosa urgenza
di andare.
Nessun labirinto altera il risultato
Nessuna sconfitta
Nessuna cometa
(come te meco)
evita il suolo.


V.


Perso sul dorso di un verso
navigo il male aperto.

Ho vuoto da rendere
a persone in scatole di latta.

Dilettante della via lattea
attendo incontri di lattice.

Sotto bianchi cieli
sonori orizzonti
insegnano sufi
al mio ippotalamo impaurito.



VI. H.IV

Incontrare sconosciuta e stendere velo
Proiettare L'Idea
Contemplarne immagine.

Ingannare la Noia.
Imperativo: assaggiarne in calice vitreo
degustando
il leggermente sfocato riflesso
di mani sudate
in altre mani.

Sedurre con l'assenza di un motivo precipuo.
Esserne
tale e convinto.

Muovere fiducia oltre ogni sfiducia.

Incombono nuvole gravide
pesanti precipitazioni
di stile

Presuppongo realistica possibilità di lacrime.

Fortificare Argini e prepararsi alla Piena.

Consuetudine.



VII.

L'abbraccio che protegga i tuoi sogni
L'ho venduto a un cinese.
Uno scambio alla pari:
la mia ultima ora per numero 4 rotondi
bottoni
delle mie ossa smaltate.

Dopo il terzo gallone
di sangue
ho spogliato
la stanza
di ogni avveduta
ragione.

Sulla carne inopportune parole
a marcire
le fauci
catapecchie
su cuore & polmoni.

Otre la nebbia il mattino
- evaporate le lacrime -
dona luce ad un giorno
umido
di sterco
gelido
nel sole.



VII.

Quotidiana morte
del giorno dopo
giorno.

Cataste di momenti
in lunga fila
ticchettii viscerali di un alcoolico sudario

Sfoca il ricordo -
le erinni dell' "Eri" ti hanno lasciato

Prepotente anche Oggi sei arrivato
& non sei l' Oggi che ho atteso

Obiettivo: perdurare -
nell'assenza di un motivo sufficiente a non farlo
- finchè la vita
ritorni la Rosa
Bianca
alle tue labbra conserte.

Non eravamo altro che pietre
La tua luce ci ha reso stelle



IX. Angela

Solo un particolare tetraplegico pallido
sulla paralisi del tuo volto offeso:
l'ennesimo tradimento verso me stesso
è stato consumato.
Sul sedile di un tempo posteriore
siedo. Mi domando per quanto.
Nessuno attorno. Non tu, comunque.
Tace la notte la noia dei campi.
Filari di vite abbattuti al chiaro di luna.
Vedrai, la vita ha preso a scorrere.
Lo vedi.

Tu lo sapevi dove stavamo andando?



X. Lacrima #2 (Dieci anni dopo)


E' solo una lacrima, non farci caso
che il mondo fosse ingiusto, lo sapevi da prima.

Rabbia, impotenza, rancore, miopia,
capitale, abnegazione, giocoforza,
ricatto, desiderio aberrante di conforto

le necessità abiurate ti chiedono il conto:
"a chi giova tutto questo?"

Eppure è stata tua la scelta di crescere,
"cosa ti torna in tasca?"

Curioso, hai ferito dicendo cio' che ora ripeti a te stesso
"hai voluto la bicicletta..."

Pedala, piangi, versa latte alle stelle caduche.
Passano loro,
sono abituate.



XI. Mala mente

Lenta mente mal andata
mattina - luce fredda
contrari segni -

divieto
di inversione
di tendenza.

Leggero leggerai le leggi
al popolo dei guai ai tuoi piedi

Non si deve non si sa non si puo' non si torna

Non respiri
NonFareRumore

Dicembre qualcosa finisce
inevitabilmente -
trattieni pensieri
circumnavighi silenzi & circostanze buie.

Nuova mente mal andata
mattina - luce fredda
contrari segni -

Non si deve non si sa non si puo' non si torna
ripetono i segnali

l'etere e' saturo di artriti &.



XII. Bilancio - Anno Contabile di Essercizio 2005

Gallia Ominia divisa in partes tres
Come il fonema con cui eri solita ragliare il tuo esistere.

In quei giorni mi innamorai del tuo male
- senza poterlo comprendere ne' sanare -
in modo totale
come spesso accade
in giuventù & follia.

Probabilmente non sono mai stato giovane.

Il resto sono pochi spiccioli,
storia, geometria e compassione
& un velo bianco da stendere
occhi da chiudere
con mani pietose.



XIII. Stefi

Eri solo un mattino
- parco del Guasto -
Eri solo un momento
- nel freddo pungente le calde braccia -
Ti tenevo stretto perchè sapevo d'esistere
contemporaneo il tempo sgretola palazzi
& seppellisce
cadaveri di orizzonte

Sino ad un nuovo principio
dove
... di luce sono i corpi ...



XIV. Rosa, Rosae

Sillabe e silenzi, incerti supplizi
suppliche di chi non sa che fare
mentre uccidono a calci il giorno
le luci della notte elettrica.
Su scale di quinta minore
divinità boriose reclamano altari d'autoradio accesse
e messi di luna su zolle ghiacciate
mia madre diceva sempre che d'estate fa caldo
sbagliava eppure i piu' le danno tutt'ora ragione.
Io crescevo fra le ciglia di un'ippocastano
matto come i suoi frutti.
Pan suonava il flauto nelle notti jazz
in cui l'urlo del tuo orgasmo copriva l'assolo di Naima
Non credo che John ti perdonerà mai per questo.
Non credo che ti dimentechero' mai per questo.
Anche se non ricordo il tuo nome
a malapena il tuo viso.
Diversamente accade al seno e alle labbra
In ogni caso non credo tu possa sopravvivere al mio ricordo
probabilmente nemmeno allo sfacelo del mio corpo,
data l'età gli usi gli abusi
e i costumi succinti.
Eppure ieri eri e la periferia della città
ti sfilava di dosso mutande bianche, bucate d'epatite,
senza alcuna compassione per le tue miserie.