27.8.06

FF.SS. (1997)

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Parte I : "La puttana scende a Castenaso."


La puttana scende a Castenaso
il nero la guarda
mentre io guardo il nero
e penso che dovrebbe suonare il sax
o forse il contrabbasso
e gli invidio quella faccia
da forse saxofonista o forse contrabbassista
e forse lo odio perché non mi rallegra
perché adesso non sta suonando
e forse non lo sa nemmeno fare
oppure ho voglia di odiare qualcuno...

Fuori dal finestrino è buio
e ci sono luci appostate
che non penetrano la nebbia
ma la assottigliano
e la sfumano
la tingono di giallo...


Il nero scende a Budrio
un vecchio avvinazzato prende il suo posto,
mentre penso che non è il luogo
mentre penso che è fuori luogo
avere una botte attorno al corpo-nudo
e una lanterna,
cercare la persona...

Sono accecato dal ricordo del sole morente
nel buio pomeriggio senza scopo
di un treno autunnale
sul quale anche tu
fingi di dormire....


Parte I I: "Mentre fingi di dormire"


Mentre fingi di dormire
ti osservo
Alice
disillusa dalle meraviglie
di un cielo
troppo vago
di un cielo che ora non è
e qui non è mai stato


Mentre fingi di dormire
ti osservo
aprire
gli occhi nevosi della conquista
gli occhi
che vivono
la loro storia troppo personale
Alice
perché qualcuno la racconti...


Ora dici di essere arrivata
a destinazione
e ti alzi
Ora dici che questa è la tua stazione
e ti alzi dubbiosa
nel dubbio
che qualcuno ti trattenga...


Parte III: "Nessuno ti trattiene più"


Nessuno ti trattiene più
e questi treni si allontanano troppo poco
per dare all'illusione
qualche fondamento.


Nessuno ti chiede più
di spiegare
'con parole tue’
i tragitti e le partenze
che necessitano date e luoghi
e frasi all'uncinetto
e melodici lamenti d'infinito.

Nessuno ha più il potere
di 'cambiare le carte in tavola’
di fare carte false
di dichiarare l'ordine ristabilito...

la puttana è scesa a Castenaso
il nero a Budrio
un vecchio avvinazzato
ha preso il suo posto
tu ti sei alzata
qualcuno prenderà il tuo posto
troppo in fretta per realizzare
per capire che il mio destino
è quello di restare qui
accanto al finestrino
a salutare con la mano.


Parte IV: " Non passa il controllore"


Non passa il Controllore
ho oltrepassato il limite della fascia chilometrica
ma il Controllore non passa
a confidarmi che il viaggio è finito.

Il Controllore è malato
il Controllore è cieco
Il Controllore è in sciopero
da secoli

Non passa il Controllore
io trepido nell'attesa
di una rivelazione che mi riguardi
a proposito di quel luccicante
Niente
Futuro

Il Controllore non passa
il mio biglietto è scaduto
decido di non decidere

Chiuderò gli occhi fino alla prossima stazione.


Parte V: "Quando il Controllore è passato oltre"


Quando il controllore è passato oltre
avevo gli occhi chiusi
proprio come Lui.


Il deserto è uguale per tutti
coincidono gli opposti
nella monotonia del paesaggio...
Non ho mai incontrato Alice
sentirsi vicini era un miraggio
di caldo e sabbia
di vento e sete.


Il deserto è uguale per tutti
gli angeli sopravvissuti
al suicidio collettivo
dello zero assoluto e verde
effervescente.


Alla fine si incontra sempre
qualcosa di inaspettato
e non si ha il tempo per domandare
se qualcuno ci riconoscerà
nel posto dove andiamo.


La prossima stazione è vicina
e ho ancora gli occhi chiusi
e vivo l'incontro della Fine
nel sogno del Controllore
che ha smesso di sognare.


Parte VI: “Vivrò la fine della Fine”


Vivrò la fine della Fine
e la morte di ogni morte
quando aprirò gli occhi
alla prossima stazione.

Lo so.
Ho già vissuto in queste stanze
e ho già sentito il segnale orario perdersi
nei minuti incresciosi
del sonno allucinato.

Mi sono già sporto dal finestrino
di impercettibili cambiamenti rapidi
che prefigurano la successiva configurazione
e so che fuori c'è qualcosa
che non ci è dato di vedere
(Sarà il tardo pomeriggio, la nebbia
e il vento fra palpebra e cornea....)
ma che un giorno sarà chiaro.

Qualcuno mi riconoscerà
ne sono sicuro
anche se non avrò più questo volto.

Salutatemi,
se volete,
Quando salirò sul treno
con un biglietto nuovo,
alla prossima stazione.