Diario Sommario 1994-1996
Stampa
Indice:
- Ricordo Antiestetico
- Poesia di una notte d'estate
- 18 Luglio
- Lacrima
- Praga
- 1996
- Fragile
- A Love Supreme
- Caleidoscopio di Sfumature
- Ho sentito la mia morte
- Elba
- Fuoco
- Freezer
- "Scrivo"
- Pioggia
- Mezzi Toni
- Io e l'aula
- Dio
- Agli Angeli Lontani
- "Socchiudo gli occhi"
- Nero.
RICORDO ANTIESTETICO
Passeggiano i pensieri indistinti
il Vero col Falso, mezze bugie
l'impossibilità di maturare
e un canto da nessun luogo giunge
veloce, rapido, innocuo
non scalfisce i pensieri;
un canto da un altro mondo
modula la frequenza della voce:
è cambiata l'altezza, la distanza.
Resto immobile, come sono solito fare,
nell’impossibilità di odiare abbastanza
cancellare, riscrivere, abortire
e un canto da nessun luogo giunge
triste e allegro, allegro e triste
come il rumore.
POESIA DI UNA NOTTE D'ESTATE
(vaga in questa notte serena il ricordo)
Inquietudine che
(forse) prenderà forma in un qualche
LUOGO
della mente
contratta
IN BILICO.
una passeggiata
sui sassi, a riva
i piedi
bagnati
il vento
le onde
la pelle
bruciati
arsi
dal sole
i tuoi occhi
chiari
verde
azzurro
cielo
mare
parole
leggere
pensieri
leggeri
giri
di chitarra
scordata
bande
rumorose
visi
immaturi
facce
ristrette
schiacciate
Nell'inquietudine che
(forse) prenderà forma in un qualche
LUOGO
della mente
contratta
IN BILICO
18 Luglio
o
p
La luna dalla parte a quella che mi sarei aspettato
o
s
la mia gatta che mi viene ortnocni
a
camminando sopra ai sassi del selciato
Nell'aria il pensiero di te
e della tua assenza
calcata pesante
sul corpo
L'unica cosa che resta
L'unica cosa al mondo che resta
a due anni da allora,
un ricordo.
La luce grigiastra di una mattina di inverno,
Bologna,
un ricordo,
ieri notte
18 luglio
LACRIMA
Ho buttato
un sogno
fuori dal
finestrino
appallottolato
aveva la forma
della carta
schizzata
di rosso
PRAGA
Passeggiata sull'orlo
Forse è soltanto l'idea,
la pioggia
cade lentamente
l'illusione
di ricominciare da capo.
Un anno fa eravamo a Praga
le luci
le vie del centro
soltanto lo spettro
di quella che doveva esser stata
la piazza
in altri tempi
In un periodo più' felice...
(ma queste sono le parole di un giovane occidentale...)
Guardare ancora al di là dell'orlo.
forse una vita
forse un amore
La neve. Vederla cadere
ad un centimetro
dai tuoi anfibi
Doctor Martens
e accorgersi di essere fuori luogo
testimone involontario
di un sistema
che si vuole imitare
l'insegna Mc Donald's
così nemica
e quel momento
che non lasciava alibi
né coraggio per difenderci
(da chi, da cosa, da quale offesa o dal freddo soltanto...)
dalla "rivoluzione"...
Eravamo convinti di avere una risposta
sulla punta della lingua
ma nessuno mai pose la domanda
e noi
(ombre sotto due file di lampioncini gialli)
non ci accorgevamo di vivere
in un periodo più' felice...
1996
Buia è la notte
e senza vento
nessuna luce ad indicare
una direzione qualsiasi
appare
e l'orizzonte è avaro
di nuove esperienze.
Non andremo più a passeggiare
sulla neve fresca
coi piedi fradici di vita...
Non andremo più da nessuna parte.
Ogni cosa, qui dentro, ti ha aspettata
Ogni cosa, qui dentro, ha già conosciuto il lamento
e il canto dei grilli nelle notti d'estate.
C'è un silenzio che non dà pace
e non dà forma ai miei pensieri
C'è un silenzio che non dà pace
e vanifica ogni qualità
Cosa importa essere vestiti in nero se poi è buio
e nessuno ti vede
Cosa importa avere un'anima se poi nessuno è in grado
di comunicarle gioia
Cosa importa
Cosa importa se non ti so, non ti ho saputa, amare
se tu non sai, non hai saputo,
amarmi
Cosa importa
in questa notte buia
e senza vento
se tu ci sei o no.
FRAGILE
La sensualità delle vite disperate
prive di ordine.
Esule in una terra di esuli
è tutto quello che sono stato.
Da quando vivo a Bologna
mi sento confuso
voglioso e incapace di
riassumere spazio e tempo
nella mia mente.
Ricco della paura del parto
del dolore delle doglie
aspetto un figlio da me
e quel figlio sono io
Marina Romea, 8 giugno 1996
A LOVE SUPREME
La luce si spegne
è musica d'altri tempi
immagini di periferia urbana
di cemento, di strade
a scorrimento veloce
di stanze illuminate
dall'insegna intermittente
di un locale mal frequentato
di letti consumati
da un amore negro & ubriaco.
Cammino solo
lungo la strada in salita
ho i pugni chiusi
l'alba sfiora la grande città
il vento solleva cartacce
e punge al suono di un sax
ad un quinto piano
si apre una finestra...
CALEIDOSCOPIO DI SFUMATURE
Il sole
indefinito
tramonta dolce
gracile
senza età
le parole non sanno
come fare a catturare
gli attimi
che scappano
e danno gioia.
Il mare è lì
e asseconda il battito del cuore
col suo ritmo placido,
e una macchia di verde
si scompone.
Caleidoscopio di sfumature.
Sono innamorato del giorno
dell'attesa
della notte
dell'intimità
di quello che possiedo
di ciò che sogno
del suono delle nocche
di una mano
contro il legno della mia porta.
Mi affascina,
mi inibisce,
la possibilità
di essere felice.
Marina Romea, 9 giugno 1996
HO SENTITO LA MIA MORTE
Scrivo per dimenticare
che continuo a scrivere per dimenticare
l'eterno ritorno di ciò che è uguale
il pensiero di pensare
la ruggine
le associazioni mentali libere
gli schemi prestabiliti dalla libertà
io che non so
io che so
io
la pioggia
quella volta, quella strada
il silenzio che unisce e poi divide
le ore di analisi
questo lento ed eterno suicidio
di cercare parole
di cercare corpo che scaldi corpo
tempo che non si scolori
spazio che non si arrotoli
plastica
gli scarichi delle auto lungo i viali
il flash di una macchina fotografica
la consapevolezza che
presto
toccherà a me.
Un presentimento d'amore...
Ho sentito la mia morte vicina
le sono corso incontro
come ad abbracciare
una vecchia amica.
ELBA
Partire dall'Adriatico
e arrivare al Tirreno
lasciarsi dietro Riccione
il compleanno del Berga
il mare che scivola
verso est, le bugie.
In questo grande vuoto
che sa di Toscana
ho paura di vederti
sfrecciare, come un'auto
in controsenso.
Un vento caldo di immagini sfocate
a Piombino
coperta di fumo e foschia.
Un tramonto che volge a occidente
sull'isola verde, sfumata di grigio.
Sentimenti assopiti dalla notte
che cala non curante
sopra i ristoranti turistici
i negozi e le barche.
Ad una ringhiera sul molo
un uomo fatto di tempo
cerca di non ricordare.
Oggi il mondo e non lui solo
ha perso l'equilibrio.
FUOCO
Luci, il molo, attorno il mare
così calda l'estate
non sarebbe più stata.
Un gioco, al buio delle luci
ognuno con la propria candela
quanto era luminosa
e bruciava in fretta la mia
Tu non sai di cosa sto parlando
e la tua compagnia è superflua
Non chiedo comprensione
io sono il fuoco
non ho bisogno di essere perdonato
brucio nel fuoco...
Quanto era bella la mia vita
incarnata in quella candela
la cera che cola di lato,
il mio soffio che spegne...
non puoi sapere che gioia dia
non saperle scrivere queste poesie
essere bruciati dal fuoco
essere tutt'uno col fuoco...
FREE-ZER
In questo luogo non ci sono stelle
solo pezzi di vetro che cadono
la notte di San Lorenzo
su questo grande vuoto.
Scrivo,
questa notte,
per te.
L'ascensore è guasto
ho un cappello pieno di pioggia
e monetine da spendere al mercato
lungo le rive del fiume
sull'argine ho visto un uomo
seguiva il sentiero
e se ne andava...
PIOGGIA
Piove sui miei vent'anni
circondati dalla notte
sulla sigaretta accesa
stretta fra le dita.
Piove sui vestiti consumati
sull'orgoglio dismesso
e in questo silenzio
piove sull'infinità
dei luoghi che sono stati
teatro della mia farsa.
Piove sulle automobili ferme
piove ora e qui
ad un passaggio a livello
la sigaretta si spegne
Le auto riprendono ad andare
lentamente, inesorabilmente
si allontanano...
Sono lontane.
MEZZI TONI
La sfumatura annulla il colore
infanzia era pastello
la giovinezza ha tinte accese
o chiaro o scuro
con o contro.
La maturità sintetizza
eppure non ha schema
si accende, si spegne
dimezza i toni.
Alcune mattine l'aria è fredda
il cielo terso e l'occhio
vede più lontano anche dello sguardo.
Fumiamo sigarette leggere
andando verso e venendo da,
attorno tutto si muove
ma non ci appartiene
Ci trasciniamo, ci si trascina
vestiti d'abitudine.
Certe mattine siamo tristi,
è un nostro diritto
Nascosti dietro a un sorriso
assecondiamo il movimento assonnato
di una nuova umanità indifferente.
Si perdono nell'invadenza dello sfondo
le nostre istanze. Lontano
ci attraggono, rapendo ogni pensiero,
le luci fredde dell'Appennino,
l'odore della terra ghiacciata,
le prime cime coperte di neve.
IO E L'AULA
Io e l'aula
la polvere del gesso
i vetri grigi
campo visivo aperto
sulla monotonia del grigio
delle strade fuori porta.
Io e l'aula deserta
il rumore e la melodia
di pensieri sovrapposti
nella forma di una grafia incerta
in negativo
bianco su nero
io.
DIO
Impotente Onnipotente
di fronte al dolore
accendo ed esprimo
desideri - concetti vuoti
di serenità e gioia -
stupidamente spero.
AGLI ANGELI LONTANI
Sui lunghi marciapiede nelle notti estive
storditi dall'odore della giovinezza
ricchi di fantasia nel grande Carnevale
accaldati nel calore degli eventi
inebriati di sensazioni, gli Angeli crescevano.
In questa vana notte di gennaio
nessuno torna dalla sua prigione
a consolarmi ed aiutarmi,
e insieme, a ripulire i versi.
Socchiudo gli occhi
allo svanire dell'Eternità
e mi allontano
in un frastuono di strade.
I contorni lacerati della nebbia
sotto riflettori artificiali
sfumano in tinte arancioni
contro l'immobilità del grigio
e il disordine dei passanti...
Sempre più spesso
spengo la radio
non riuscendo più a captare
la frequenza del mio pensiero
e resto affascinato
dal Silenzio.
Nero
Mi rivesto di nero
Perché fuori c’è il sole
Per sentire il calore
Che tu non mi dai.
0 Comments:
Posta un commento
<< Home