Solo una lacrima...
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E' solo una lacrima, non farci caso
che il mondo fosse ingiusto, lo sapevi da prima.
Rabbia, impotenza, rancore, miopia,
capitale, abnegazione, giocoforza,
ricatto, desiderio aberrante di conforto
le necessità abiurate ti chiedono il conto:
"a chi giova tutto questo?"
Eppure è stata tua la scelta di crescere,
"cosa ti torna in tasca?"
Curioso, hai ferito dicendo cio' che ora ripeti a te stesso
"hai voluto la bicicletta..."
Pedala, piangi, versa latte alle stelle caduche.
Passano loro,
sono abituate.
Smisurata Preghiera (F. De Andrè)
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Continuo, non avendo parole mie a portata di mano con un'altra delle canzoni con la C.
Smisurata PreghieraAlta sui naufragi
dai belvedere delle torri
china e distante sugli elementi del disastro
dalle cose che accadono al disopra delle parole
celebrative del nulla
lungo un facile vento
di sazietà di impunità
Sullo scandalo metallico
di armi in uso e in disuso
a guidare la colonna
di dolore e di fumo
che lascia le infinite battaglie al calar della sera
la maggioranza sta la maggioranza sta
recitando un rosario
di ambizioni meschine
di millenarie paure
di inesauribili astuzie
coltivando tranquilla
l'orribile varietà
delle proprie superbie
la maggioranza sta
come una malattia
come una sfortuna
come un'anestesia
come un'abitudine
per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
di umanità di verità
per chi ad Aqaba curò la lebbra con uno scettro posticcio
e seminò il suo passaggio di gelosie devastatrici e di figli
con improbabili nomi di cantanti di tango
in un vasto programma di eternità
ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista
come un'anomalia
come una distrazione
come un dovere
Ho visto anche degli zingari felici (C. Lolli)
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Questa canzone ha la mia età e da almeno dieci anni per me è come un manifesto del mio modo di essere, vivere, sentire.
Postarla, prima o poi, era d'obbligo
Ho visto anche degli zingari feliciE' vero che dalle finestre
non riusciamo a vedere la luce
perché la notte vince sempre sul giorno
e la notte sangue non ne produce,
è vero che la nostra aria
diventa sempre più ragazzina
e si fa correre dietro
lungo le strade senza uscita,
è vero che non riusciamo a parlare
e che parliamo sempre troppo.
E' vero che sputiamo per terra
quando vediamo passare un gobbo,
un tredici o un ubriaco
o quando non vogliamo incrinare
il meraviglioso equilibrio
di un'obesità senza fine,
di una felicità senza peso.
E' vero che non vogliamo pagare
la colpa di non avere colpe
e che preferiamo morire
piuttosto che abbassare la faccia, è vero
cerchiamo l'amore sempre
nelle braccia sbagliate.
E' vero che non vogliamo cambiare
il nostro inverno in estate,
è vero che i poeti ci fanno paura
perché i poeti accarezzano troppo le gobbe,
amano l'odore delle armi
e odiano la fine della giornata.
Perché i poeti aprono sempre la loro finestra
anche se noi diciamo che è
una finestra sbagliata.
E' vero che non ci capiamo,
che non parliamo mai
in due la stessa lingua,
e abbiamo paura del buio e anche della luce, è vero
che abbiamo tanto da fare
e non facciamo mai niente.
E' vero che spesso la strada ci sembra un inferno
e una voce in cui non riusciamo a stare insieme,
dove non riconosciamo mai i nostri fratelli,
è vero che beviamo il sangue dei nostri padri,
che odiamo tutte le nostre donne
e tutti i nostri amici.
Ma ho visto anche degli zingari felici
corrersi dietro, far l'amore
e rotolarsi per terra,
ho visto anche degli zingari felici
in Piazza Maggiore
ubriacarsi di luna, di vendetta e di guerra.
Ma ho visto anche degli zingari felici
corrersi dietro, far l'amore
e rotolarsi per terra,
ho visto anche degli zingari felici
in Piazza Maggiore
ubriacarsi di luna, di vendetta e di guerra.
Venti tre
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-2.5 Kg.
Ho iniziato a perdere
il peso del nostro (mio) AMORE.
Ancora qualche settimana
e sarà tutto come prima DI INCONTRARE TE.
Già ora sono tornato alla massa degli inizi
di quando TUtto era passIOne
e di luce i corpi.
Giorno dopo giorno etto dopo etto
Cancellerò il primo mese dell'anno zero
Non il tuo ricordo:
ciò che vien dimenticato ritorna.